Trame di Territorio

Una mappa per leggere Langhe e Roero attraverso i prodotti che nascono dal paesaggio: frutteti, vigneti, noccioleti, boschi, crinali, suoli e stagioni. Ogni punto è un'azienda. Ogni azienda, un modo di abitare la terra.
Juppi

Roero · Guarene

Juppi

A Guarene, in frazione Castelrotto, Juppi nasce da un'azienda agricola familiare legata da quattro generazioni alla coltivazione della frutta. Qui il frutteto è luogo di lavoro, memoria e vita quotidiana. Con la fattoria didattica, Juppi accompagna bambini, famiglie, scuole e visitatori alla scoperta di biodiversità, stagionalità e filiera corta. Dietro a un frutto non c'è solo un prodotto: ci sono una terra coltivata, il lavoro agricolo e un tempo naturale da rispettare.

Guarene

Una collina dove la frutta segue il ritmo delle stagioni

Siamo nel Roero, in un paesaggio collinare fatto di frutteti, noccioleti, vigne, prati e piccoli elementi naturali che favoriscono la biodiversità. Esposizioni, terreni, clima e insetti impollinatori influenzano ogni fase del lavoro: dalla fioritura alla raccolta, fino alla trasformazione. Qui il paesaggio non è uno sfondo: è una parte viva dell'azienda.
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Dove le drupacee maturano meglio

La collina

Dove le drupacee maturano meglio

Nell'appezzamento collinare sotto la cascina crescono albicocche, susine e pesche. Qui l'esposizione e la pendenza aiutano i frutti a maturare meglio, migliorandone qualità, profumo e sapore. La posizione in collina riduce anche il rischio delle gelate primaverili tardive, più frequenti in pianura e nei fondovalle. Il ciclo più corto delle drupacee, la minore necessità di irrigazione e un terreno con il giusto equilibrio tra argilla e sabbia rendono questo ambiente particolarmente adatto a questi frutti.
Dove il pero trova acqua, spazio e continuità

La pianura

Dove il pero trova acqua, spazio e continuità

Nell'appezzamento di pianura crescono i peri, coltivati in una zona irrigua con pozzo e impianto a goccia. Questo sistema permette un forte risparmio idrico rispetto all'irrigazione tradizionale e consente di dare acqua in modo più preciso, quando la pianta ne ha bisogno. Il terreno sabbioso contribuisce a dare ai frutti consistenza, gusto e aromi intensi. Le dimensioni più ampie dell'appezzamento, circa 1,5 ettari, permettono inoltre di applicare meglio tecniche di lotta sostenibile e biologica, come la confusione sessuale.

Km 0

Il cibo nasce da vicino

Scegliere a km 0 accorcia la distanza tra chi produce e chi consuma: vedere il frutteto, incontrare chi lo coltiva, capire perché ogni stagione ha i suoi tempi ci permette di capire che il ciò che mangiamo non cresce sugli scaffali, ma nasce da un fiore, da una pianta, dagli insetti impollinatori, dal suolo e dal tempo della natura.
Fabrizio Battaglino

Roero · Vezza d'Alba

Fabrizio Battaglino

L'azienda Fabrizio Battaglino si trova a Vezza d'Alba, nel cuore del Roero. Nasce nel 1996, ma le sue origini affondano nel secondo dopoguerra, quando la famiglia conduceva una classica azienda agricola: oggi il lavoro è interamente dedicato alla viticoltura. I vigneti sono 5 ettari, distribuiti tra Vezza d'Alba e Canale. Ogni vino nasce da una singola vigna, senza acquisto di uve o vino: una scelta precisa per preservare la personalità di ogni collina.

Vezza d'Alba

Il Roero delle sabbie e delle vigne singole

Vezza d'Alba racconta bene il carattere del Roero: colline luminose, terreni spesso sabbiosi e vigne capaci di dare vini eleganti, profumati e riconoscibili. Per Fabrizio Battaglino ogni appezzamento ha una propria identità: per questo le uve vengono vinificate separatamente, mantenendo distinto il carattere delle singole vigne. Il territorio non è un'idea generale, ma una somma di colline, esposizioni, suoli e scelte agricole che cambiano da bottiglia a bottiglia.
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L'Arneis sulla sabbia del Roero

Bastia

L'Arneis sulla sabbia del Roero

Bastia è il riferimento principale per il Roero Arneis dell'azienda. Qui il terreno calcareo-sabbioso e l'esposizione a sud-est danno origine a un Arneis di buona struttura, sapido, armonico e complesso. È un bianco che racconta il Roero nella sua parte più luminosa: profumi intensi, note di frutta, freschezza e una vena minerale che arriva dal suolo.
La collina storica del Nebbiolo di famiglia

Colla

La collina storica del Nebbiolo di famiglia

Colla è la collina storica della famiglia Battaglino, a circa 350 metri di altitudine, con esposizione sud-ovest. Da qui nascono il Roero Colla e il Nebbiolo d'Alba Paradì: vini che cercano eleganza, struttura e profondità senza perdere il carattere del Roero. Il Nebbiolo, su questi suoli e con questa esposizione, trova un equilibrio tra frutto, tannino e finezza. È la parte più familiare e radicata del progetto: una vigna che non produce solo uva, ma identità.

Km 0

Scelgo un vino che nasce da una vigna precisa

Per me scegliere un vino locale significa poter risalire alla collina da cui arriva, non solo al nome dell'azienda. Quando scelgo una bottiglia di Fabrizio Battaglino, scelgo una vigna singola, una famiglia che la segue e un territorio che resta leggibile nel bicchiere. Non scelgo un vino qualunque: scelgo Bastia, Colla, il Roero e il lavoro di chi non separa mai la bottiglia dalla terra.
Proglio Mario

Langa · Diano d'Alba

Proglio Mario

L'azienda Proglio Mario si trova a Diano d'Alba e nasce dal lavoro del nonno Lorenzo, poi proseguito dal padre Secondo. In origine era una classica azienda agricola di famiglia, diversificata tra più colture per adattarsi alle caratteristiche del territorio e ridurre i rischi dell'annata. Oggi l'attività si è specializzata nella coltivazione e trasformazione della nocciola, mantenendo però lo stesso legame con la collina e con una tradizione agricola tramandata nel tempo.

Diano d'Alba

La collina come maestra di agricoltura

A Diano d'Alba la collina non è solo paesaggio: è una condizione di lavoro, una risorsa e una scuola continua. Le diverse esposizioni al sole, le variazioni del terreno e le composizioni geologiche rendono ogni zona diversa dall'altra: variabili che impegnano il lavoro agricolo, ma permettono anche di leggere meglio il territorio. Per questo l'azienda è diventata anche fattoria didattica riconosciuta dalla Regione Piemonte: perché la collina offre spunti per raccontare geologia, storia orale, agricoltura e memoria locale.
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Dove la Tonda Gentile trova casa

La nocciola

Dove la Tonda Gentile trova casa

Proglio Mario coltiva nocciole di Langa nei comuni di Albaretto della Torre, Serralunga d'Alba, Alba e Diano d'Alba, mentre i laboratori di trasformazione si trovano a Diano. La Tonda Gentile Trilobata trova il suo habitat naturale tra i 350 e i 700 metri di altitudine: in un altro luogo non sarebbe la stessa cosa, perché ogni territorio porta con sé punti di forza, limiti e caratteristiche proprie. Da questa materia prima nascono 32 prodotti a base di nocciola, legati all'antica tradizione di Langa. La nocciola cruda cambia in base all'andamento climatico, mentre la tostatura aiuta a rendere più uniforme gusto e aroma.

Km 0

Scelgo una nocciola nata dal confronto diretto

Per me scegliere un prodotto locale significa avere fiducia in ciò che porto in tavola. La filiera corta ci permette di seguire ogni passaggio, ascoltare chi assaggia e migliorare continuamente, senza mai perdere di vista il legame con la nocciola e con la collina. Sapere che questi prodotti arrivano anche sulla tavola della mia famiglia, dei miei figli e dei miei nipoti, mi ricorda ogni giorno la responsabilità che abbiamo: fare le cose bene, con attenzione e senza scorciatoie.
Fratelli Abrigo

Langa del Barolo · Diano d'Alba

Fratelli Abrigo

L'azienda Fratelli Abrigo si trova a Diano d'Alba, in borgata Berfi, dove la famiglia vive e lavora dal 1935. Le origini sono quelle della Langa contadina del dopoguerra: campi di fieno, grano, mais, animali da allevamento, qualche noccioleto e un po' di vigna nei terreni più poveri. Oggi l'azienda ha scelto di concentrarsi sul Dolcetto, vitigno che per la famiglia rappresenta l'anima più pura, verace e profonda di Diano.

Diano d'Alba

Il paese dei Sorì

Diano d'Alba è uno dei luoghi più particolari della Langa: dal 1986 ha tracciato le sue sottozone, i Sorì, prima ancora di Barolo e Barbaresco. La sua forma collinare non è casuale: il crinale principale corre da sud a nord, con molte propaggini laterali orientate da est a ovest. È questa struttura a creare tante esposizioni soleggiate, diverse e riconoscibili. Qui il paesaggio è fatto di vigne, noccioleti e boschi: un promontorio isolato, affacciato su colline più basse, dove ogni versante racconta una possibilità diversa.
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Marne, arenarie e grigio di Langa

Suoli di Diano d'Alba

Marne, arenarie e grigio di Langa

Il territorio di Diano d'Alba nasce dall'incontro tra formazioni geologiche diverse: le Arenarie di Diano, la vicina Formazione di Lequio e le Marne di Sant'Agata Fossili. I vigneti dei Fratelli Abrigo si trovano in una zona di passaggio, su suoli di medio impasto, dal colore grigio cenere, aridi d'estate e particolarmente adatti alla maturazione del Dolcetto. È una geografia che si sente nel vino: non solo per il terreno, ma per il rapporto tra esposizione, quota, clima e lavoro umano.
Una periferia che diventa carattere

Tra Alta Langa e Langa del Barolo

Una periferia che diventa carattere

La parte sud di Diano d'Alba guarda verso Serralunga, Sinio e Montelupo. È una zona più alta, dove arrivano influenze climatiche dall'Alta Langa. Per i Fratelli Abrigo questo luogo è una periferia preziosa: un punto di incontro tra la Langa Alta, più profonda e verace, e la Langa del Barolo, più famosa e riconosciuta. Da entrambe riceve qualcosa, senza appartenere del tutto a nessuna delle due: ed è proprio questa posizione intermedia a dare personalità ai vini.

Dolcetto di Diano d'Alba DOCG

Un vitigno sensibile a suolo e annata

Il Dolcetto è il riferimento principale dell'azienda. I Fratelli Abrigo lo interpretano in modi diversi: dalla versione più classica e scorrevole fino a espressioni più intense e adatte all'invecchiamento. È un vitigno sensibile al suolo e all'annata, capace di cambiare colore, profumi, struttura e profondità in base alle condizioni della stagione. Accanto al Dolcetto nasce anche l'Alta Langa DOCG Sivà, espressione di un territorio dove le alte colline e la tradizione viticola dialogano senza sovrapporsi.

Km 0

Scelgo un vino che non potrebbe nascere altrove

Per me scegliere un vino locale significa riconoscere il legame tra una bottiglia, una collina e la storia di chi la lavora. Il Dolcetto dei Fratelli Abrigo nasce da Diano d'Alba, dai suoi Sorì, dai suoi suoli e da una scelta controcorrente: dare valore a un vitigno che appartiene profondamente a questo territorio. Quando scelgo questo vino, non scelgo solo un prodotto: scelgo la memoria contadina di quando il vino era alimento, lavoro e identità.
Gallesio Sandro

Alta Langa · Benevello

Gallesio Sandro

L'Azienda Agricola Gallesio Sandro si trova a Benevello, in Alta Langa, in un territorio da generazioni legato alla coltivazione della nocciola. La storia inizia tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, quando il nonno fondò l'azienda dedicandosi alle nocciole e all'allevamento di bovini di razza Piemontese. Nel tempo Sandro è diventato il punto di riferimento dell'attività, che oggi porta il suo nome e si è specializzata nella produzione di Nocciola Piemonte IGP delle Langhe.

Benevello

Colline alte, boschi e noccioleti

Benevello racconta un'Alta Langa collinare, dove il nocciolo trova condizioni favorevoli per crescere: quota, buone esposizioni al sole, terreni adatti e un clima capace di accompagnare lo sviluppo dei frutti. Attorno ai noccioleti, boschi, aree naturali e biodiversità contribuiscono a creare un ambiente agricolo equilibrato. Qui il paesaggio non è solo una cornice: influenza il modo di coltivare e rende la nocciola parte dell'identità del territorio.
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In pendenza, oltre i 600 metri

I noccioleti

In pendenza, oltre i 600 metri

Le coltivazioni di Gallesio Sandro si sviluppano sulle colline attorno a Benevello, in appezzamenti molto pendenti, a circa 600 metri di altitudine e oltre. Qui viene coltivata esclusivamente la Tonda Gentile Trilobata, varietà simbolo della corilicoltura piemontese, certificata Nocciola Piemonte IGP delle Langhe. La quota, l'esposizione al sole, il clima d'Alta Langa e la vicinanza con boschi e aree naturali contribuiscono alla qualità della materia prima: una nocciola riconoscibile per intensità aromatica, persistenza del gusto e finezza delle note tostate. La pendenza rende il lavoro più impegnativo, ma racconta bene il carattere di questi noccioleti: coltivazioni di collina, profondamente legate alla forma del territorio.
La nocciola diventa prodotto, senza perdere origine

Una filiera tutta interna

La nocciola diventa prodotto, senza perdere origine

Le nocciole coltivate nei terreni di proprietà vengono selezionate e trasformate nel laboratorio artigianale di Benevello. Da qui nascono nocciole tostate, creme, farine, paste, prodotti da forno e altre specialità legate alla Nocciola Piemonte IGP delle Langhe. Ogni fase resta sotto il controllo dell'azienda, dalla coltivazione alla trasformazione: un modo per preservare aroma, fragranza e qualità della materia prima appena lavorata. Anche i nomi dei prodotti richiamano il dialetto piemontese — un dettaglio che lega la confezione al gusto, alla cultura e alla memoria delle Langhe.

Km 0

Scelgo una filiera che posso seguire

Per me scegliere un prodotto a km 0 significa sapere da dove arriva la materia prima e chi la coltiva, la raccoglie e la trasforma. Nelle nostre nocciole ritrovo una filiera cortissima, controllabile e legata alle colline di Benevello. Quando scelgo un prodotto locale, non scelgo solo una crema, una farina o una nocciola tostata: sostengo una famiglia agricola, un paesaggio coltivato e un modo di lavorare manifesto.
La Castella

Langa · Roddino

La Castella

La Castella si trova a Roddino, nella cascina dove la famiglia è nata e cresciuta. Oggi è la terza generazione a portare avanti il lavoro iniziato dai nonni. La cantina è a Roddino, mentre le vigne sono poco distanti, sul confine tra Roddino e Sinio: un corpo vitato legato da sempre alla famiglia. Qui il vino nasce in Alta Langa, intorno ai 500 metri, in un territorio fresco, esposto e ancora segnato dalla presenza dei boschi.

Roddino

Una Langa alta, fresca e familiare

Roddino racconta una Langa più alta e meno addomesticata, dove la quota incide sul lavoro in vigna e sul carattere dei vini. Essere intorno ai 500 metri oggi significa affrontare meglio le ondate di caldo sempre più frequenti. L'altitudine aiuta a mantenere freschezza, equilibrio e leggibilità dell'annata. Attorno ai vigneti, la presenza dei boschi resta un elemento importante: contribuisce all'identità agricola del luogo e ricorda quanto sia fragile l'equilibrio tra coltivazione e territorio.
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Sul confine tra Roddino e Sinio

I vigneti del Rossese

Sul confine tra Roddino e Sinio

I vigneti della Castella si trovano a circa due chilometri dalla cantina, sul confine tra Roddino e Sinio. Qui nasce il Langhe Rossese Bianco, il vino più identitario dell'azienda: un vitigno coltivato da anni dalla famiglia e oggi sempre più riconosciuto. Nasce in una Langa alta, dove quota e clima lasciano un segno chiaro sull'uva e ogni annata porta differenze di quantità, profumi, maturazione e complessità.
La stessa terra, dalla coltivazione alla trasformazione

Un percorso breve

La stessa terra, dalla coltivazione alla trasformazione

Alla Castella la distanza tra vigneto e cantina è minima: le uve vengono coltivate sul confine tra Roddino e Sinio e vinificate a Roddino. Questo permette di seguire ogni fase con attenzione, dalla maturazione in vigna alle scelte in cantina, senza perdere il carattere dell'annata. Accanto al Rossese ci sono gli altri vini dell'azienda, tutti legati allo stesso territorio: la tradizione resta il punto di partenza, accompagnata da tecnologie che aiutano a leggere meglio ogni vendemmia.

Km 0

Scelgo un vino che posso riconoscere

Per me scegliere un vino locale significa conoscere la terra da cui nasce, chi la coltiva e il lavoro che c'è dietro ogni bottiglia. La filiera corta mi regala un rapporto diretto con il produttore, un'opportunità di confronto e maggiore consapevolezza. Quando scelgo un vino del territorio, non compro solo una bottiglia: sostengo una famiglia, una tradizione e un paesaggio agricolo che continuano a vivere.
Nocciola Amore Mio

Alta Langa · Cravanzana

Nocciola Amore Mio

Nocciola Amore Mio nasce a Cravanzana, in Alta Langa, da una famiglia che coltiva la Nocciola Piemonte da tre generazioni. La storia inizia nel dopoguerra, con poche terre, pochi mezzi e molta voglia di riscatto. Da lì nasce una dedizione profonda alla Tonda Gentile delle Langhe, coltivata con fatica, pazienza e orgoglio. Oggi l'azienda è portata avanti da Mattia, Arianna, Enzo e Silvia: una realtà familiare che trasforma la materia prima in creme spalmabili, nocciole tostate, tostate salate, pasta di nocciola, granella e farina.

Cravanzana

Dove la nocciola è parte del paesaggio

Cravanzana è un piccolo paese dell'Alta Langa, in una terra da sempre vocata alla coltivazione della Tonda Gentile delle Langhe. Qui la nocciola non è solo un prodotto agricolo: è un simbolo del territorio, della cultura piemontese e delle famiglie che da generazioni coltivano queste colline. Il paesaggio dell'Alta Langa, con altitudini tra i 400 e gli 800 metri, versanti scoscesi e terreni calcarei ricchi di sali minerali, crea condizioni particolarmente adatte alla coltivazione del nocciolo.
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Piccoli appezzamenti, lavoro di collina

I noccioleti

Piccoli appezzamenti, lavoro di collina

L'azienda coltiva 11 ettari di noccioleti a Cravanzana, divisi in piccoli appezzamenti collinari, tutti iscritti al disciplinare della Nocciola Piemonte IGP. Qui il lavoro è ancora svolto principalmente a mano: la pendenza dei versanti rende la coltivazione più impegnativa, ma racconta bene il carattere di questa nocciola, un prodotto nato dalla fatica e dalla cura. Il terreno calcareo e minerale favorisce il drenaggio dell'acqua e riduce i ristagni: la pianta è così spinta a cercare acqua più in profondità, contribuendo a una nocciola con aroma intenso, sapore deciso e minore umidità.
Pochi ingredienti, molta materia prima

La Tonda Gentile

Pochi ingredienti, molta materia prima

La materia prima è la Tonda Gentile delle Langhe, coltivata nei noccioleti di famiglia e trasformata in azienda. Da questa nocciola nascono creme spalmabili, nocciole tostate, tostate salate, pasta di nocciola, granella e farina: prodotti semplici, senza conservanti o additivi, pensati per valorizzare la qualità della materia prima. Anche lo spreco viene ridotto al minimo: persino i gusci trovano una seconda vita, utilizzati per scaldarsi in inverno.

Km 0

Scelgo una nocciola che conosco

Per me scegliere un prodotto locale significa poter guardare in faccia chi lo coltiva, capire da dove arriva e riconoscere il lavoro che c'è dietro. Quando scelgo Nocciola Amore Mio, scelgo una realtà piccola, familiare, fatta di pochi ingredienti e tutti artigianali. Non compro solo una crema, una farina o una nocciola tostata: sostengo una famiglia, un paese dell'Alta Langa e un'economia che mantiene vive e abitabili le sue colline.
Agricaseificio da Fabiana

Alta Langa · Bossolasco

Agricaseificio da Fabiana

L'Agricaseificio da Fabiana si trova a Bossolaschetto, frazione di Bossolasco, a circa 800 metri di altitudine. L'azienda nasce nel 2000 da Maria Livia Chiavarino e Giorgio, quasi per gioco, con quattro pecore regalate per la pensione: da quel piccolo nucleo è cresciuto un allevamento ovi-caprino a indirizzo caseario. Oggi i formaggi nascono nello stesso luogo in cui vivono gli animali — una realtà agricola di alta collina, dove pascolo, latte e trasformazione restano strettamente legati.

Bossolasco

L'Alta Langa dei pascoli e della biodiversità

Bossolaschetto racconta un'Alta Langa alta, aperta e fragile, dove l'altitudine, il microclima e la biodiversità diventano parte del lavoro quotidiano. A circa 800 metri, i pascoli offrono agli animali erbe, fiori spontanei e, in autunno, anche ghiande: tutto ciò che il gregge incontra nel paesaggio si ritrova poi nel latte e nei formaggi. Qui l'allevamento non è solo produzione, è anche presidio del territorio — le pecore al pascolo mantengono puliti i versanti, tengono aperti sentieri e terrazzamenti e aiutano a conservare un paesaggio che rischierebbe l'abbandono.
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Il paesaggio entra nel latte

I pascoli

Il paesaggio entra nel latte

Nei formaggi dell'Agricaseificio da Fabiana il territorio non resta fuori: entra direttamente nella materia prima. L'erba fresca, i fiori spontanei, il fieno d'inverno e le ghiande d'autunno cambiano il profilo del latte e rendono ogni stagione diversa dalla precedente. La Pecora Sarda si adatta bene a queste condizioni di Alta Langa: è robusta e produce un latte ricco di sostanza secca, capace di dare ai formaggi struttura e cremosità.
La memoria del pascolo resta viva

Latte crudo

La memoria del pascolo resta viva

Il latte viene trasformato direttamente in azienda, a pochi metri dai pascoli. Pecora e capra sono lavorate separatamente, sempre a latte crudo, senza pastorizzazione: una scelta tecnica e identitaria, il latte non supera mai i 38-40 °C e conserva microrganismi ed enzimi naturali legati a ciò che gli animali hanno mangiato. Così ogni formaggio mantiene una memoria del territorio — non un gusto standard, ma il racconto vivo del pascolo, della stagione e dell'alta collina.

Km 0

Scelgo un formaggio che nasce davanti a me

Per me scegliere un prodotto a km 0 significa vedere da vicino dove nasce: gli animali, il pascolo, il caseificio e le mani che lo trasformano. Qui la filiera è corta davvero: il latte viene lavorato in azienda, il formaggio si acquista sul posto o si assaggia nel ristorante a pochi metri dal caseificio. Quando scelgo questo formaggio, non scelgo un sapore sempre uguale: scelgo il ritmo del pascolo e l'imprevedibile natura che rende ogni morso unico.
Boschetto Alta Langa

Alta Langa · Monesiglio

Boschetto Alta Langa

Boschetto Alta Langa nasce dal progetto di Giovanni e Marco, due giovani ingegneri che hanno scelto di investire in Alta Langa recuperando una cascina storica tra Camerana e Monesiglio. Cascina Boschetto è un luogo agricolo antico, esposto a sud, circondato da prati, boschi, seminativi e vigneti in trasformazione. Il progetto unisce viticoltura biologica, recupero del paesaggio, cantina e accoglienza, in una Langa alta, fresca e ancora fortemente legata alla biodiversità. «Quelli che restano. Quelli che ritornano.» Qui si fanno vini di montagna — Alta Langa, Riesling, Pinot Nero, Nascetta, Dolcetto.

Monesiglio

Una Langa di confine, tra boschi, vento e altitudine

Monesiglio racconta un'Alta Langa più montana, fresca e selvatica rispetto alla Langa più conosciuta. I vigneti si trovano tra i 400 e i 650 metri di altitudine. Qui esposizione, quota e ventilazione sono decisive: i versanti migliori guardano a sud-ovest, sud-est ed est. Nei fondovalle si sente l'influenza del fiume, con mattine fresche e umide anche in estate; salendo, l'aria si asciuga e la collina diventa più adatta alla vite. A poca distanza dal mare arriva ancora il marin, il vento dalla Liguria, fresco e umido.
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Il ferro che colora la terra

Monterosso & Cardonera

Il ferro che colora la terra

A Monterosso il terreno cambia volto: diventa più duro, più compatto, più minerale. Il rosso del nome richiama la presenza di componenti ferrose, che segnano questo appezzamento e lo rendono particolarmente esigente. È un suolo argilloso-limoso, forte, dove poco cresce con facilità. Proprio per questo la vite trova qui una condizione particolare: meno abbondanza, più concentrazione; meno facilità, più carattere. In Alta Langa, anche il terreno diventa racconto. E a Monterosso il vino nasce da una terra che si riconosce già dal colore. Poco oltre la Cardonera, un anfiteatro dal microclima raro — un tempo «ra vigna» — dove il Nebbiolo guarda il rio che scende verso la Bormida, con una vecchia vigna ad alberello.
Un vigneto eroico a 600 metri

Sorì San Matteo

Un vigneto eroico a 600 metri

A Prunetto, il Sorì San Matteo porta la viticoltura ancora più in alto: un vigneto eroico a circa 600 metri di altitudine, coltivato a Nebbiolo. Qui esposizione, pendenza, vento ed escursioni termiche diventano parte del vino. Ogni annata lascia un segno diverso su colore, profumi e complessità. È una viticoltura di limite, dove la fatica del paesaggio si riconosce nel bicchiere.

Km 0

Bere vicino, capire meglio

Sai cosa bevi, perché conosci la terra da cui arriva. Scegliere un vino del territorio significa sapere da dove arriva, chi lo coltiva e quanta strada ha fatto prima di arrivare nel bicchiere. Per noi il km 0 è filiera ecologica che garantisce minore impatto dei trasporti e dell'ecosistema grazie al quale nascono i prodotti.
Mosto Ardente

Alta Langa · Castellino Tanaro

Mosto Ardente

Mosto Ardente nasce in Borgata Maccaferro, nel comune di Castellino Tanaro, in una piccola borgata dell'Alta Langa segnata dallo spopolamento. L'idea prende forma nel 2020 e diventa attività nel 2022, dalla volontà di recuperare campi, spazi e luoghi sociali legati alla famiglia di Paolo. Non si tratta di tornare semplicemente a ciò che c'era prima, ma di dare al territorio una nuova interpretazione: coltivare senape e trasformarla in un prodotto artigianale, contemporaneo e profondamente locale.

Castellino Tanaro

Una coltura nuova per terre da recuperare

A Castellino Tanaro il progetto nasce da una domanda concreta: come riportare vita agricola in campi e spazi che rischiavano di essere abbandonati? La scelta della senape risponde a questa esigenza: è una coltura annuale, adatta a un clima sempre più incerto, meno esposta al rischio di perdere un impianto permanente in caso di grandine, gelate fuori stagione o annate difficili. È anche una pianta che fa bene alla terra, non richiede trattamenti e permette di lavorare in modo sostenibile, dal seme alla tavola.
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Tra Castellino, Roascio e Igliano

I campi di senape

Tra Castellino, Roascio e Igliano

La senape di Mosto Ardente viene coltivata nei comuni di Castellino Tanaro, Roascio e Igliano, mentre il laboratorio di trasformazione si trova in Borgata Maccaferro. Il territorio non entra nel prodotto come accade in modo diretto nel vino, ma ne influenza comunque intensità, carattere e identità. La coltivazione più a sud rispetto alle grandi aree tradizionali della senape contribuisce a grani dal gusto deciso; a questo si aggiungono le erbe aromatiche raccolte in cascina e i vini locali scelti da piccole cantine del territorio.
Una rete di sapori locali

Senape al vino

Una rete di sapori locali

Mosto Ardente produce salse di senape artigianali, nate dall'incontro tra semi coltivati localmente, vino di piccole cantine vicine, aceto piemontese, miele di apicoltori amici ed erbe aromatiche. La macinazione a pietra e la lavorazione a freddo permettono di conservare forza del gusto e proprietà organolettiche dei semi. È una senape pensata non per imitare prodotti già esistenti, ma per dialogare con le eccellenze locali: ogni ingrediente resta una voce distinta, ma contribuisce a un prodotto comune.

Km 0

Scelgo un prodotto che porta una firma

Per me scegliere un prodotto locale significa riconoscere la mano di chi lo crea. In quel barattolo non c'è solo una ricetta ma vi è racchiuso un nome e la storia di chi lo produce. In una piccola impresa ogni scelta parla del produttore, della sua terra e del tempo in cui vive. Quando scelgo Mosto Ardente, non scelgo solo una senape: scelgo un prodotto vivo, artigianale e irripetibile, nato per dare nuova voce a una borgata dell'Alta Langa.
Cascina Fontanette

Langa del Moscato · Santo Stefano Belbo

Cascina Fontanette

Cascina Fontanette si trova a Santo Stefano Belbo, ai piedi della collina di Moncucco. Da quasi cent'anni la famiglia coltiva uve e produce vini legati a questo territorio, con un'attenzione particolare al Moscato d'Asti, una delle espressioni più riconoscibili di queste colline. Oggi l'azienda lavora 8 ettari di vigneto e porta avanti una viticoltura attenta, senza diserbanti e con un uso limitato della chimica.

Santo Stefano Belbo

La terra del Moscato e dei Mari del Sud

Santo Stefano Belbo è uno dei luoghi simbolo del Moscato, tra gli ultimi lembi delle Langhe e le prime colline del Monferrato. Qui il paesaggio è fatto di colline dolci, vigne, boschi e correnti d'aria che arrivano dal mare, dando respiro ai versanti e contribuendo al microclima della zona. È anche la terra di Cesare Pavese: un territorio in cui il vino non è solo produzione, ma memoria, racconto e paesaggio vissuto.
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La collina che dà profumo al Moscato

Moncucco

La collina che dà profumo al Moscato

Il Moscato di Cascina Fontanette nasce sotto la collina di Moncucco, in un vigneto esposto a sud-ovest. Qui il Moscato trova una condizione ideale: luce, pendenza, ventilazione e un suolo di medio impasto argilloso-limoso accompagnano la maturazione aromatica dell'uva. Il risultato è un vino dal colore chiaro, dal profumo delicato e dal gusto aromatico e dolce, capace di raccontare con immediatezza la collina da cui proviene.
Freschezza, dolcezza e misura

Fermentazione naturale

Freschezza, dolcezza e misura

Il Moscato d'Asti nasce da una lavorazione pensata per conservare la fragranza dell'uva. La fermentazione naturale in autoclave permette di mantenere il carattere aromatico del Moscato, la sua dolcezza e la sua leggerezza. È un vino che non cerca forza, ma equilibrio: profumo, freschezza, delicatezza e una bevibilità immediata, legata alla tradizione più riconoscibile di Santo Stefano Belbo.

Km 0

Scelgo un Moscato che riconosco

Per me scegliere un Moscato locale significa risalire alla collina da cui nasce, alla famiglia che la lavora e al paesaggio che dà profumo all'uva. Quando scelgo un Moscato non scelgo solo una bottiglia dolce: scelgo il Moncucco, Santo Stefano Belbo e quel vento dei Mari del Sud che continua a passare tra le vigne.
Caseificio Rabbia

Pianura · Ruffia

Caseificio Rabbia

A Ruffia, dal 1890, il latte crudo si lavora ancora nella caldaia di rame e si avvolge a mano nella tela di lino — dove la Langa lascia il posto alla pianura.

Il comune

Ruffia, la pianura del Saluzzese

Dove la Langa lascia il posto alla pianura saluzzese: campi, acque e marcite tra Saluzzo e il Po. Un altro paesaggio, un'altra economia del latte.

SensoVia

Vieni a degustare i prodotti

Il racconto non finisce sulla mappa: una rete di strade e di scelte collega chi coltiva a chi consuma: il km0 diventa luogo negli spazi della SensoVia dove puoi acquistare, degustare e conoscere da vicino la selezione di prodotti che hai scoperto in questa introduzione virtuale. Tra assaggi guidati, aperitivi panoramici e momenti di scoperta, ogni prodotto diventa un modo per sentirsi parte del territorio: non solo da vedere, ma da ascoltare, toccare, annusare e assaggiare.
Assaggia consapevolmente ↝